
Un impianto fotovoltaico da 300 kW connesso in media tensione immette in rete più di quanto la linea locale riesca ad assorbire in quel momento — capita spesso a mezzogiorno, quando la produzione è al massimo e i carichi vicini sono bassi. Il distributore, cioè il gestore della rete elettrica locale che governa cabine e linee MT, dovrebbe ridurre la potenza immessa per qualche minuto, non staccare l'impianto. Fino al 2025 non aveva uno strumento standard per farlo: o l'inverter rispondeva a protocolli proprietari non garantiti, o si arrivava alla disconnessione totale, con perdita di produzione per il produttore e instabilità per la rete.
La delibera ARERA 385/2025/R/eel, pubblicata il 5 agosto 2025, chiude questo vuoto introducendo la funzione PF2 — limitazione della potenza attiva su comando esterno del DSO (Distribution System Operator, il gestore di rete a cui l'impianto è connesso). In pratica il distributore invia un comando digitale che riduce automaticamente la potenza immessa dall'impianto fino a un valore target, senza spegnerlo.
L'obbligo riguarda tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici, nuovi ed esistenti, con potenza pari o superiore a 100 kW e connessi in media tensione. Richiede l'installazione di un Controllore Centrale di Impianto (CCI) conforme alla norma CEI 0-16, con la funzione PF2 attiva e comunicata al distributore. Le scadenze originarie della 385/2025 sono state prorogate dalla delibera 564/2025/R/eel del 23 dicembre 2025:
Chi si adegua in anticipo riceve un contributo economico decrescente nel tempo: per la fascia 500 kW-1 MW, ad esempio, il contributo massimo è di 10.000 euro se l'adeguamento è completato entro il 31 dicembre 2026, e scende progressivamente fino ad azzerarsi dopo il 31 maggio 2027. Aspettare la scadenza finale ha quindi un costo anche a bilancio, non solo un rischio di non conformità.
Il CCI non è una novità della 385/2025: la CEI 0-16 lo richiede già per altre funzioni, come il distacco per sovra o sottofrequenza e la regolazione locale della tensione. Quello che cambia con PF2 è che il CCI deve anche ricevere e applicare in tempo reale un comando esterno del distributore, mantenendo un margine di potenza disponibile su richiesta — non un taglio permanente, ma una riserva che la rete può richiamare quando serve.
Per un impianto già dotato di CCI conforme, l'adeguamento è spesso un aggiornamento firmware più la configurazione del canale di comunicazione con il distributore. Per un impianto senza CCI, è un'installazione ex novo con test di interoperabilità prima dell'attivazione.
Le scadenze sembrano lontane, ma il collo di bottiglia non è il singolo CCI: è la capacità di distributori e installatori di gestire migliaia di adeguamenti negli ultimi mesi utili, quando la fascia 100-500 kW — la più numerosa — si avvicinerà al marzo 2028. Verificare oggi se il proprio CCI è già predisposto per PF2, o se serve un intervento, evita di trovarsi in coda a ridosso della scadenza e permette di intercettare il contributo quando è ancora al valore massimo.
EPS produce controllori centrali di impianto conformi alla normativa ARERA e alla CEI 0-16: per chi deve capire in quale fascia di obbligo rientra il proprio impianto e quale configurazione serva, è un punto tecnico da cui partire prima di qualsiasi intervento in cabina.